Wednesday, 15 June 2011

La Primavera Italiana

In Italia si è parlato molto delle primavere, prima arabe poi spagnole, organizzate tramite internet e social network e tutti i commentatori o giornalisti sono concordi nel ritenere questi nuovi massmedia il vero motore del cambiamento. Tuttavia nel Belpaese la Internet Revolution sembrava non arrivare, nonostante i tanti, troppi problemi accumulati e ignorati. Berlusconi, per gran parte artefice e simbolo del declino italiano dell'ultimo ventennio, ha ricevuto nell'ultimo periodo la peggior sconfitta di sempre e questa volta sarà difficile riprendersi, pur considerando la sua grande capacità di risorgere. Nonostante la sua insistenza sui giudici comunisti gli italiani hanno votato un magistrato a Napoli e un comunista a Milano, la sua città. La sconfitta nel capoluogo lombardo in particolare è stata percepita come l'inizio della fine in quanto feudo storico del centrodestra. Ora si è votato per il referendum e anche lì lo "schiaffo", come definito dal suo alleato Umberto Bossi, a Berlusconi è stato sonoro. Gli alleati stessi, visto il risultato schiacciante, sembrano volerlo mollare. I tentativi di sabotare il quorum sono stati molti e dei più fantasiosi. In tv se n'è parlato poco e male, è stato volontariamente separato dalle amministartive, i politici di centrodestra invitavano ad andare al mare e si è provato a fare una legge per far saltare il quesito sul nucleare, il più attrattivo per la gente. Nonostante tutto si è raggiunto il 57%, una delle maggiori affluenze nella storia repubblicana, e il si abbrogativo ha toccato il 95% dei votanti. Ciò significa non solo che l'Italia sta tornando ad essere un paese normale come il resto d'Europa ma anche che il web, in uno dei paesi più vecchi del continente, ha un peso importante che può fare la differenza. Grazie alla rete i comitati si sono organizzati, si è fatta pubblicità pro-voto e si sono informati i cittadini sui contenuti dei quesiti. Forse non vedremo giovani barricati nelle piazze, ma la strada che la primavera italiana sta percorrendo porta sicuramente alla fine del berlusconismo.

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