Nella campagna elettorale delle elezioni regionali dell'anno scorso il governo proibì i talk show politici, sospendendo, come d'abitudine, la libertà di parola. In quell'occasione, però, alcuni giornalisti si ribellarono e organizzarono, da Bologna, un talk show visibile solo via web. In prima linea c'era Michele Santoro, giornalista Rai spesso in contrasto con Berlusconi o chi per lui, che presentò tale trasmissione col nome Raiperunanotte. Ovvero realizzare una televisione veramente libera e definirla Rai, cioè servizio pubblico. Fu un successo enorme, anche grazie al potere attrattivo del giornalista. In quel frangente, quindi, Santore volle dare una sua idea di televisione, più libera e sicuramente più remunerativa. La sua trasmissione sulla seconda rete pubblica è stata recentemente tolta dai palinsesti e, liberatosi dalle briglie, oggi Santoro sembra voler realizzare in concreto tale idea unendola alla rete. Venerdì, infatti, Santoro presenterà "Tutti in piedi, entra il lavoro" e ha apertamente dichiarato di voler proseguire l'esperienza di Raiperunanotte. Che questo sia l'inizio di una nuova televisione? Il successo, c'è da scommeterci, è assicurato se si considerano gli ascolti di Annozero, il suo programma su Rai 2 e considerando che alla sola idea di un suo passaggio a La7 il titolo azionario di Telecom Italia Media, proprietaria del canale, è salito parecchio. Anche se, visto il poco preavviso, la trasmissione di venerdì non avrà il successo pari all'esperienza dell'anno scorso, potrebbe tuttavia mettere le basi per una televisione di successo completamente online. Staremo a vedere.
Thursday, 16 June 2011
Wednesday, 15 June 2011
La Primavera Italiana
In Italia si è parlato molto delle primavere, prima arabe poi spagnole, organizzate tramite internet e social network e tutti i commentatori o giornalisti sono concordi nel ritenere questi nuovi massmedia il vero motore del cambiamento. Tuttavia nel Belpaese la Internet Revolution sembrava non arrivare, nonostante i tanti, troppi problemi accumulati e ignorati. Berlusconi, per gran parte artefice e simbolo del declino italiano dell'ultimo ventennio, ha ricevuto nell'ultimo periodo la peggior sconfitta di sempre e questa volta sarà difficile riprendersi, pur considerando la sua grande capacità di risorgere. Nonostante la sua insistenza sui giudici comunisti gli italiani hanno votato un magistrato a Napoli e un comunista a Milano, la sua città. La sconfitta nel capoluogo lombardo in particolare è stata percepita come l'inizio della fine in quanto feudo storico del centrodestra. Ora si è votato per il referendum e anche lì lo "schiaffo", come definito dal suo alleato Umberto Bossi, a Berlusconi è stato sonoro. Gli alleati stessi, visto il risultato schiacciante, sembrano volerlo mollare. I tentativi di sabotare il quorum sono stati molti e dei più fantasiosi. In tv se n'è parlato poco e male, è stato volontariamente separato dalle amministartive, i politici di centrodestra invitavano ad andare al mare e si è provato a fare una legge per far saltare il quesito sul nucleare, il più attrattivo per la gente. Nonostante tutto si è raggiunto il 57%, una delle maggiori affluenze nella storia repubblicana, e il si abbrogativo ha toccato il 95% dei votanti. Ciò significa non solo che l'Italia sta tornando ad essere un paese normale come il resto d'Europa ma anche che il web, in uno dei paesi più vecchi del continente, ha un peso importante che può fare la differenza. Grazie alla rete i comitati si sono organizzati, si è fatta pubblicità pro-voto e si sono informati i cittadini sui contenuti dei quesiti. Forse non vedremo giovani barricati nelle piazze, ma la strada che la primavera italiana sta percorrendo porta sicuramente alla fine del berlusconismo.
Monday, 6 June 2011
Saturday, 4 June 2011
Blood in the mobil
Friday, 3 June 2011
El gobierno de las palabras, Juan Carlos Monedero
Entrevista con Juan Carlos Monedero. Nos habla de su libro, los temas que toca, la situación actual en el mundo global.
"Necesitamos pueblos más quijotescos y menos hamletianos, pueblos que dialoguen, no que monologuen".
Wednesday, 1 June 2011
José Luis Sampedro, analice la Spanish Revolution
José Luis Sampedro Sáez (Barcelone, Février 1, 1917) écrivain, humaniste et économiste espagnol qui défend une «économie plus humaine, plus solidaire, capable d'aider à développer la dignité des peuples."
Sampedro est, pour sa carrière littéraire et sa pensée liée aux problèmes de son temps, une référence intellectuelle et morale de premier ordre en Espagne.